Dragonet e il futuro dell’allenamento tennistico

“A che cosa serve se non vedo la palla dove va?”: è proprio questa una delle prime domande sorte spontaneamente a molte delle persone che hanno provato Dragonet. Da un punto di vista prettamente superficiale, ciò potrebbe evidenziare un difetto, ovvero la lampante la mancanza, in questo caso, di un fattore determinante, ovvero il campo.

Capita spesso che venga fatto il paragone tra la nostra macchina e le normali  lanciapalle, quando queste appartengono, invece, a due categorie completamente diverse. Dragonet è uno strumento di perfezionamento che permette di concentrarsi sulla base su cui si fonda il tennis come sport, cioè la tecnica. Infatti, oltre all’indispensabile allenamento fisico, il perfezionamento del gesto tecnico è essenziale per poter padroneggiare la racchetta.

Potendo colpire a ripetizione costante palle sempre perfettamente uguali in forza, distanza ed effetto, ci si può soffermare sullo sviluppo e il miglioramento di ogni singolo fondamentale in una maniera completamente innovativa. 

Se si considera una persona che vuole imparare a suonare uno strumento musicale, si pensa a un processo di apprendimento standard: un maestro a cadenze regolari gli impartisce delle lezioni e, nel lasso di tempo tra l’una e l’altra, l’allievo si esercita in maniera autonoma per mettere in pratica i concetti appresi fin quando, all’appuntamento successivo, lo stesso maestro ne verificherà progressi.

Nel tennis, Dragonet è la macchina ideale per esercitarsi dopo una lezione in una maniera nuova. A casa, in giardino o in garage: ci si può allenare sempre in maniera autonoma. Con il supporto del maestro, infatti, la nostra macchina è l’ideale per correggere gli errori individuati durante le sessioni di allenamento;  e, quando si scende in campo in seguito a tali esercitazioni autonome, si inizia subito a riscontrare i propri graduali ma costanti miglioramenti.

“La routine non riguarda affatto la ripetizione. Per raggiungere l’eccellenza in qualsiasi attività nella vita, è necessario ripetersi ed esercitarsi. Esercitarsi e ripetere: apprendere i segreti della tecnica in modo tale che l’azione diventi intuitiva”. Questa frase di Paulo Coelho può benissimo introdurre il concetto su cui si basa la nuova filosofia d’allenamento di Dragonet.

Anche se a volte può essere considerata la parte più noiosa, la ripetizione nello sport è la chiave per il successo. Se dunque a prima vista l’allenamento con Dragonet può sembrare fine a se stesso o addirittura inutile, bisogna cambiare la propria prospettiva e considerare la macchina come un supporto ideale alla parte tecnica dell’allenamento.

Se pensiamo al pugile che esegue le ripetute al sacco, i praticanti degli sport di combattimento che si allenano nello shadowboxing, il ciclista che utilizza i rulli o il corridore che utilizza il tapis roulant, possiamo notare che in nessuna di queste tipologie di allenamento vi è la presenza visuale del ring o della strada, ma non per questo tali esercizi sono meno utili; anzi, sono fondamentali per possedere una preparazione completa.

Metodi di allenamento complementari al campo

Oggi sono sempre di più i metodi di allenamento nel tennis con cui è possibile allenare e sviluppare le capacità tennistiche senza dover per forza scendere in campo.

Il training S.V.T.A. (Science Vision Training Academy), creato e brevettato dall’optometrista posturale e istruttore di tennis Andrea Cagno, permette di incrementare la tecnica degli spostamenti a tempo con la palla (di tutti i fondamentali) attraverso il processo visivo-neurologico-motorio, abituando a porre l’attenzione sui dettagli importanti e riducendo le interferenze dei target distrattori, imparando a vedere e fare la cosa giusta al momento giusto.

Il metodo S.V.T.A. si basa sui tre principali canali di apprendimento di un atleta: visivo, uditivo e cinestesico. Questo utilizza come principale fonte le informazioni visive e le integra con segnali acustici uditivi per espletare un gesto motorio (cinestesico), sia esso coordinativo o tecnico. Si lavora quindi sull’integrazione dei tre canali, per arrivare nel modo migliore al “ponte di comando” dell’atleta: il sistema nervoso centrale.

L’aspetto mentale è una componente che nel tennis moderno si rivela essere sempre più preponderante. Già negli anni ’70, Chris Evert iniziava la sua preparazione addirittura la sera prima: “Cominciavo a pensare a un match importante la sera prima. Immaginavo i punti che avrei giocato il giorno dopo”. Oggi il mental training diventa sempre più importante non soltanto per i tennisti professionisti, ma anche per qualsiasi giocatore amatoriale che vuole migliorare le proprie prestazioni. Come spiegato da Ilvio Vidovich, personal coach certificato, il mental training consiste nell’eseguire una routine che richiama (attraverso l’utilizzo delle ancore) quell’insieme di pensieri ed emozioni sperimentati in occasione di una performance eccellente, in modo da portare il tennista al giusto livello di attivazione psico-fisica, pronto a scendere in campo nello stato d’animo più funzionale a replicare un simile livello di performance.

Si sta diffondendo sempre di più anche il Mental Imagery che, come spiegato dalla dott.ssa Anita Angelica, consente di creare la rappresentazione della prestazione che si intende raggiungere, allenando la mente all’esecuzione del movimento, eliminando man mano gli errori e le eventuali emozioni negative (ansia, paura, rabbia) legate alla performance sportiva. Si rappresenta mentalmente la prestazione motoria e si sviluppa questa capacità di Mental Imagery in un ripetuto allenamento ideomotorio, che migliora l’esecuzione reale. La ripetizione mentale della performance sportiva determina una migliore esecuzione e una maggiore padronanza del movimento, attivando un circolo virtuoso, in cui diminuisce l’ansia da prestazione, aumenta l’attenzione e la concentrazione, con un conseguente aumento della fiducia e dell’autostima. Tali metodi di allenamento, che non richiedono la presenza del campo, rivestono un’importanza sempre maggiore e Dragonet come strumento volto al perfezionamento si inserisce a pieno titolo in tale categoria di valore fondamentale nel moderno metodo d’allenamento tennistico.

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